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Venerdì 29 Gennaio si è tenuto un Consiglio di Quartiere aperto alquanto burrascoso: la maggioranza di centro sinistra - basandosi su labili motivi - aveva convocato un consiglio d'urgenza a seguito delle dimissioni del sindaco. Fra gli ordini del giorno, però, figuravano anche tematiche fondamentali che richiedono un'attenta analisi.
Questo il comunicato stampa:
Il Gruppo Consigliare PDL nelle persona del Capogruppo Loris Folegatti e dei Consiglieri Alessandro Sangiorgi e Alberta Zama, e Il Gruppo Consigliare Bologna Capitale nella persona del Capogruppo Francesco Maldarizzi ritengono opportuno denunciare e far presente che giovedì 28 è stato convocato un Consiglio di Quartiere d’urgenza.
Fra i diversi ordini del giorno figura altresì quello concernente l’approvazione del piano operativo per il piano integrato “Pazza Verdi e dintorni” e delle linee di indirizzo per i percorsi attuativi di competenza del quartiere.
Da un lato stupisce il fatto che per le altre zone del Quartiere (Massarenti Nord e Sud, Guelfa, Rimesse etc….) – dopo aver predisposto un piano di intervento – sono stati ascoltati i cittadini, mentre non si farà altrettanto per il Centro Storico, tristemente noto per variegate problematiche. Infatti la situazione politica attuale non permette un incontro con i cittadini.
Da un altro lato stupisce (o forse no) che la maggioranza e, quindi, il centro sinistra scopra proprio in questo momento politico che (si cita testualmente) “Tale situazione [conflittuale] presenta particolare criticità in merito alle fasce più deboli di popolazione […] che accusano un sensibile calo nella percezione di sicurezza, cioè di poter vivere liberamente la propria città”. Ma ancora si dice che vi sono “fenomeni di mancato rispetto delle regole di convivenza civile”; la perplessità poi aumenta quando – fra le azioni propositive – si elenca fra le tante “un presidio dinamico dell'area che assicuri una presenza più distribuita e capillare delle Forze dell'Ordine e della Polizia Municipale”.
Ma come? Non erano i gruppi summenzionati coloro che chiedevano un intervento immediato sul Centro Storico per migliorare il senso di sicurezza e ridurre le situazioni di degrado? Non chiedevano i summenzionati gruppi un presidio dell’area sia da parte delle Forze dell’Ordine sia da parte della Polizia Municipale? E non erano sempre i summenzionati gruppi ad essere tacciati di “alimentare le paure dei cittadini” (si cita testualmente) nonché di ragionare con la “logica del manganello” (si cita testualmente)?
Ecco alla luce di tutto ciò l’ordine del giorno presentato dalla maggioranza di centro sinistra ora più che mai appare strumentale e non coerente con quanto precedentemente sostenuto dalla maggioranza stessa. Riteniamo inoltre che discutere di temi così importanti per il Quartiere nell’ultima seduta utile prima dello scioglimento dello stesso per lasciarli in eredità al prossimo consiglio di Quartiere che insedierà a seguito delle prossime elezioni sia quantomeno inopportuno. Per questi motivi se questo ordine del giorno non verrà ritirato per segno di protesta i summenzionati gruppi abbandoneranno la seduta
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